Prospettive contemporanee capitolo 2

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La Contemporanea - Studio Art Gallery Torino
Dal 28 aprile al 14 giugno

Personale di Fabiano Parisi a cura di Roberto Milani, org. Casa d’Arte San Lorenzo

“PROSPETTIVE CONTEMPORANEE – L’Arte dell’architettura e l’architettura dell’arte”
CAPITOLO DUE- FABIANO PARISI

Torino – dal 28 aprile al 14 giugno 2009 a cura di Roberto Milani e Christiana Pecile

Con “CAPITOLO DUE” prosegue la serie di mostre organizzate nei locali de LA CONTEMPORANEA,
un nuovo spazio espositivo nel centro di Torino, un luogo d’incontro dove l’intento è quello di far convivere, in maniera armonica e sinergica arte, architettura e design.
Un percorso espositivo che prevede nell’arco dell’anno 5 mostre personali “cinque capitoli” ognuno dedicato ad un artista differente: Carlo Cane, Fabiano Parisi, Andrea Gnocchi, Stefano Fioresi, Karina Chechik.
Una grande avventura che l’ architetto Cristiana Pecile sta affrontando con grande impegno, unendo la sua passione per l’arte contemporanea alla sua attività professionale.
L’idea è vincente, presentare i suoi progetti nella cornice di una mostra d’arte, che ovviamente ha per tema l’architettura.
Ecco perché la scelta dei cinque artisti menzionati.
Cinque autori che occupano uno spazio importante nella proposta d’arte contemporanea ma che sono uniti dal soggetto e dal tema della loro ricerca: l’architettura della nostra attuale civiltà, affrontata e risolta con tecniche diverse e che vanno dalla fotografia alla pittura, dall’installazione alla scultura, focalizzando problematiche, aspetti e risvolti sociali differenti.

CAPITOLO DUE:
Mostra di Fabiano Parisi

Il secondo evento “Capitolo DUE” si inaugurerà martedì 28 alle ore 18.00 e si concluderà il 14 di Giugno.
La ricerca di Fabiano Parisi è rivolta alle strutture abbandonate, strutture incredibili ma ugualmente vuote, sole, che l’artista sente comunque piene e pulsanti di vita trascorsa in un passato antico e recente. La sua esplorazione è a volte inquietante, accompagnata come in un rito dalla macchina fotografica. Fabiano si avventura all’interno di strutture industriali abbandonate, di edifici ancora pieni dell’anima delle persone che ci sono vissute e con la sua macchina fotografica cerca di cogliere le sensazioni fortissime che sente trapelare da quei residui dell’uomo.
La fotografia si integra con la pittura, i supporti sono spesso particolari, in grado di sopportare il bagaglio di sensazioni di cui dovrà caricarli. Spesso sceglie il ferro, perché è un materiale solido, che resiste ma ugualmente cambia nel tempo, si arrugginisce, diventa esso stesso un residuo.

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