Salvo (Salvatore Mangione)

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Leonforte (EN), 22 Maggio 1947

Torino, 12 Settembre 2015

Dopo aver trascorso l’infanzia in Sicilia, Salvatore Mangione (in arte Salvo) si trasferisce a Torino iniziando a dipingere e partecipando nel 1963 alla 121a Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti. Dedicatosi alla copia di opere di grandi autori come Rembrandt, Van Gogh, Fontana o Chagall, verso la fine degli anni 60 entra in contatto con l’ambiente artistico dell`Arte Povera, con importanti critici d’arte e con artisti concettuali americani come Joseph Kosuth, Sol LeWitt e Robert Barry.

Nel 1970 presenta presso la Galleria Sperone di Torino una serie di fotomontaggi in cui sostituisce il suo volto a immagini tratte dai quotidiani. Parallelamente dà vita a una serie di lapidi di marmo con incisioni di parole, frasi o nomi (ad es. “Idiota”, “Io sono il migliore”, “Salvo è vivo”) e a diverse opere di automitizzazione ironica e provocatoria che vedono campeggiare il suo nome con lettere al neon nelle tonalità del tricolore oppure comparire la sua firma in calce a liste di artisti e personaggi illustri del passato. Dal 1973 ritorna alla pittura tradizionale con i suoi d’apres di grandi maestri del Quattrocento (in cui si ritrae nei panni di San Giorgio, San Michele o San Martino) che espone in gallerie e mostre in Italia e all’estero. Nel 1975 inizia la serie delle Italie e delle Sicilie dipingendo i nomi di artisti e letterati del passato (accostati al suo) sullo sfondo di forme astratte e simboliche dei loro luoghi di provenienza. Negli anni successivi affronta temi mitologici e archeologici (in particolare, rovine e testimonianze di civiltà passate assimilate al paesaggio) prediligendo una pittura di luoghi. A partire dagli anni 80 la sua notorietà si consolida anche a livello internazionale con ampie retrospettive a lui dedicate a Gand, Lucerna e Lione. Da allora la sua attività espositiva prosegue con grande successo in Italia, Europa e Stati Uniti.

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